WPP in Italia supporta Pangea Onlus con due campagne pro-bono a sostegno delle donne

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I talenti delle agenzie WPP hanno fatto squadra per dare vita a una campagna creativa per la Fondazione Pangea Onlus che si impegna a dare visibilità e supporto alle donne in difficoltà

WPP, in linea con il suo l’impegno di sostenere le proprie persone e le comunità in cui opera, lo scorso maggio ha ospitato presso il proprio Campus di Milano un bootcamp creativo in collaborazione con la Fondazione Pangea Onlus. La Fondazione, con sede a Milano, si occupa di sostenere, sia in Italia che all’estero, le donne e i bambini emarginati, minacciati di violenza o persecuzione.

Oltre quaranta talenti delle agenzie WPP - tra cui copywriter, media planner, social media manager e graphic designer – hanno fatto squadra, grazie al progetto Winspire dedicato alle tematiche DEI, per dare vita a due campagne pro-bono a sostegno della Fondazione che, ogni giorno, si impegna a dare visibilità e supporto a donne italiane, afghane e indiane la cui vita e libertà sono minacciate. Il primo progetto aveva l’obiettivo di creare una campagna digitale con cui promuovere l’impegno della Fondazione a sostegno delle donne in Afghanistan e le attività di raccolta fondi a favore dell’organizzazione. Il secondo progetto, invece, è una campagna OOH volta a sensibilizzare sul tema della lotta alla violenza contro le donne.

La campagna a supporto delle donne afghane, anche grazie al sostegno di editori e concessionarie che hanno messo a disposizione spazi omaggio, è stata attivata su più canali digitali e sui canali social di Pangea Onlus.

Simona Maggini, Country Manager di WPP in Italia ha commentato: “Condividere le nostre competenze ed expertise così come sostenere programmi che promuovono l’inclusione delle donne e lo sviluppo socio-economico delle comunità sottorappresentate è uno dei valori fondamentali di WPP per costruire un futuro migliore per le nostre comunità. Sono orgogliosa che siamo riusciti a supportare Pangea Onlus e le sue importanti cause, cosa che sicuramente ripeteremo in futuro.”

Per scoprire di più sul progetto leggi qui: Vanity Fair